COLTURE TIPICHE A LEONESSA, CARTA DEI SUOLI DELL'ALTOPIANO E DELLE LORO IDONEITA'
di Massimo Madonia

Negli ultimi anni si è andata sempre più affermando l'esigenza di praticare un'agricoltura sostenibile o compatibile, in cui coesistono produzione, rispetto dell'ambiente, conservazione del suolo, reddito degli operatori agricoli, tutela della salute degli operatori agricoli e dei consumatori. In un agricoltura sostenibile, ove le produzioni tipiche e di qualità, la riduzione degli input colturali e la conservazione della fertilità del suolo svolgono un ruolo preminente e determinante, è di primaria importanza la conoscenza delle relazioni tra i caratteri funzionali del suolo e la sua naturale fertilità.
Al produrre ogni cosa, in ogni luogo ed a qualsiasi costo, con l'impiego di input energetici elevati, si sostituisce il risparmio energetico, la conservazione della produttività del suolo nel tempo, la coltivazione di prodotti tipici e di qualità.
La qualità dei prodotti è un valore fortemente legato al territorio e all'ambiente.
Uno dei fattori che incidono sulla resa qualitativa di un prodotto è il suolo, di cui è opportuno conoscere caratteristiche e peculiarità.
In linea con queste finalità l'attività dell'assessorato all'agricoltura della regione lazio è volta al potenziamento e al miglioramento dei sistemi agroalimentari locali e alla promozione e alla valorizzazione delle produzioni di qualità.
L'amministrazione regionale, attraverso il potenziamento del servizio integrato agrometeorologico della regione lazio (siarl), gestito dall'assessorato all'agricoltura, intende attivare un processo di profonda conoscenza della risorsa "suolo".
Le attività del servizio sono finalizzate a zonizzare il territorio regionale, ad individuare l'attitudine dei suoli alle diverse colture, a razionalizzare le operazioni colturali e a delimitare le aree con suoli a rischio di inquinamento.
A tale scopo, è stata realizzata la "carta dei suoli dell'altopiano di leonessa (rieti) e delle loro idoneità per alcune colture tipiche", in scala 1:25.000, eseguita in collaborazione tra la regione lazio e l'istituto sperimentale per lo studio e la difesa del suolo del ministero delle politiche agricole e forestali.
L'altopiano di Leonessa , posto ad una quota media di circa 900 m. S.l.m. ed esteso per circa 6000 ha, può essere considerato rappresentativo di molte aree dell'appennino centrale calcareo.
Questo comprensorio risulta di grande interesse in quanto caratterizzato da attività agricole e zootecniche a basso impatto, in un ambito di alta valenza ambientale, e da un'economia di tipo marginale ma che ha le potenzialità per potersi inserire nel mercato agro-alimentare per produzioni di qualità.
Questa area, infatti, può considerarsi "pulita" dal punto di vista dell'inquinamento del suolo e vocata a produrre prodotti di alto livello qualitativo, preziosa risorsa economica.
Le sue particolari caratteristiche ambientali consentono di praticare un'agricoltura di qualità che fornisce prodotti sempre più richiesti dal mercato.
In particolare, la coltura della patata, sia da seme che da mensa, e quella della lenticchia, ma anche del farro e della segale, potrebbero essere ampiamente sviluppate e migliorate, e anche sulle colture pratensi si può intervenire con una migliore scelta delle essenze da usare.
La conoscenza delle caratteristiche dei suoli, delle loro reazioni alle tecniche colturali usate, della loro attitudine alle diverse coltivazioni è quindi di fondamentale importanza.
La carta dei suoli è stata realizzata mediante l'usuale metodologia che associa lo studio fotointerpretativo dell'area con i rilievi e le osservazioni in campo.
La fotointerpretazione ha permesso di suddividere l'ambiente studiato in sistemi, sottosistemi, unità fisiografiche e unità di paesaggio.
Le indagini di campagna, condotte con la descrizione di profili di suolo e con l'esecuzione di trivellate di controllo, e le analisi di laboratorio, eseguite secondo la normativa italiana, hanno portato a definire 43 unità pedologiche a cui corrispondono altrettante unità cartografiche.
E' stata quindi realizzata una cartografia pedologica che costituisce un'inventario della risorsa suolo.
A questa è seguita l'elaborazione di una serie di carte di idoneità per alcune colture tipiche dell'area leonessana: frumento tenero, farro e segale, patata, lenticchia ed erba medica.
e' stata utilizzata la metodologia proposta dalla fao, che consiste essenzialmente nel confrontare i caratteri o le qualità, di natura pedologica, climatica, idrologica o morfologica del territorio con i requisiti o le esigenze colturali delle specie considerate.
L'idoneità dei suoli alla coltivazione delle colture prese in considerazione è stata espressa sotto forma di classi di valutazione: "altamente adatto", "moderatamente adatto", "marginalmente adatto", "non adatto".
E' stato introdotto anche il livello di sottoclasse che esprime, per tutte le classi, eccetto quella definita come "altamente adatto", il tipo principale di limitazione presente.
Dall'esame delle carte di idoneità emerge come le colture maggiormente adatte nel bacino di leonessa siano rappresentate dal farro e dalla lenticchia.
anche per il frumento molte unità cartografiche vengono classificate come "altamente adatte" e "moderatamente adatte", anche se, rispetto al farro, aumenta il numero delle unità valutate "moderatamente adatte" rispetto a quelle "altamente adatte", a causa del ph del suolo.
il farro infatti, tollera, meglio del frumento, valori di acidità e di desaturazione dei suoli, tipici della maggior parte dell'area studiata.
Per quanto riguarda la lenticchia, per lo stesso motivo, molte unità cartografiche risultano particolarmente adatte; quelle classificate come " moderatamente adatte" presentano problemi imputabili soprattutto ad una scarsa disponibilità idrica.
Le carte di idoneità relative all'erba medica ed alla patata mostrano invece maggiori problemi, dovuti, per la prima coltura, al fatto che essa mal sopporta bassi valori di ph e di contenuto in carbonato di calcio totale. Quando a questi fattori negativi si somma l'effetto di una scarsa disponibilità idrica le unità risultano ulteriormente declassate (marginalmente adatte).
Anche nella patata bassi valori dell'acqua disponibile risultano essere il principale fattore limitante.
Le unità cartografiche classificate come "non adatte" coincidono con le superfici ad alto rischio di alluvione o caratterizzate da pendenza elevata. Nel secondo caso, l'alto rischio di erosione associato a forti pendenze, incompatibile con il principio di sostenibilità d'uso dei suoli, ha consigliato di penalizzare la classificazione di queste unità cartografiche.
Quindi la carta dei suoli dell'altopiano di leonessa e le carte dell'idoneità prodotte costituiscono uno strumento tecnico in grado di fornire un supporto utile ed innovativo agli operatori agricoli e ai soggetti preposti alla gestione del territorio.
Essendo state realizzate sottoforma di banche dati georeferenziate, sono possibili eventuali aggiornamenti ed implementazioni del lavoro realizzato, che costituisce quindi una base conoscitiva dell'area, utile per realizzare ulteriori progetti di sviluppo.

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